3 turnaround blues iconici: TAB e audio per chiudere il giro con stile
Il dodicesimo giro sta per finire. La band aspetta un segnale, il pubblico sente che qualcosa sta per accadere e tu hai soltanto due battute per creare tensione, chiudere la frase e riportare tutti al primo accordo.
È esattamente questo il lavoro del turnaround: non è un riempitivo, ma una piccola frase che gira il brano su se stesso. Se funziona, l’arrivo al nuovo chorus sembra inevitabile. Se viene suonato senza intenzione, sembra soltanto una sequenza imparata a memoria.
In questa lezione trovi tre archetipi tra i più riconoscibili del linguaggio blues: un arpeggio Delta in Mi vicino alla scuola di Robert Johnson, le doppie note cromatiche del Chicago shuffle in La e una cadenza elegante in Sol nel linguaggio armonico reso celebre da T-Bone Walker. Non sono trascrizioni integrali di un brano specifico: sono formule storiche presenti in innumerevoli dischi, da assimilare e trasformare nel tuo fraseggio.
Che cos’è davvero un turnaround?
Nel blues di dodici battute il turnaround compare normalmente nelle ultime due battute. Il suo compito è guidare l’orecchio dall’accordo di tonica verso il quinto grado, creando la spinta che riporta alla prima battuta del giro.
In un blues in Mi, per esempio, la destinazione è spesso B7; in La è E7; in Sol è D7. Puoi pensarlo come una frase con tre funzioni precise:
- ricorda la tonalità;
- aumenta la tensione;
- lascia aperta la porta al giro successivo.
Ascolta ogni esempio prima di guardare le dita. Poi suonalo molto lentamente, rispettando durata, dinamica e articolazioni indicate nella TAB.
1. Il turnaround Delta in Mi: l’arpeggio che ha fatto scuola
Questo arpeggio discendente appartiene al vocabolario del Delta blues e richiama immediatamente il mondo delle registrazioni di Robert Johnson. Le tre voci cromatiche non vengono colpite insieme: si ascoltano una dopo l’altra come terzine, fino alle corde vuote. Il B7 finale crea la tensione necessaria per tornare a E7 all’inizio del chorus successivo.

Ascolta: Delta turnaround in Mi con la chitarra usata nei nostri corsi
Prepara ogni piccola forma sulle tre corde acute, ma arpeggiala dalla terza alla prima corda. Mantieni il movimento della mano destra piccolo e regolare; dopo ogni terzina sposta l’intero disegno indietro di un tasto.
Il dettaglio che lo rende credibile
Lascia che le tre note di ogni gruppo si sovrappongano appena, poi alleggerisci la pressione prima del cambio. Il movimento deve essere continuo, quasi come un piccolo pianoforte ragtime trasferito sulla chitarra.
Suona prima quattro colpi uguali. Poi prova ad accentare il primo e il quarto: la frase comincerà subito a respirare come una vera chiusura blues.
2. Il Chicago shuffle in La: doppie note alla Jimmy Reed
Qui entriamo nel blues elettrico di Chicago. Le doppie note scendono cromaticamente e vengono ripetute con un accento lungo–corto: è il tipo di gesto che si ritrova continuamente nel repertorio shuffle associato a Jimmy Reed e alla scuola Chicago. L’E7 finale è il quinto grado che rimette in moto il giro in La.

Ascolta: Chicago shuffle in La con la chitarra usata nei nostri corsi
Colpisci le due corde con una pennata corta e rilassa immediatamente la pressione della mano sinistra, senza staccare completamente le dita. Otterrai note presenti ma compatte, adatte a dialogare con uno shuffle senza invadere il canto.
L’E7 è il punto di massima tensione. Non anticiparlo: le doppie note devono accompagnare l’ascoltatore fino al quinto grado e lasciare che sia il giro successivo a risolvere su A7.
Fallo diventare un vero shuffle
Non rendere uguali le due suddivisioni dell’ottavo. Pensa a una terzina nella quale il primo suono dura più del secondo: lungo–corto, lungo–corto. Il basso cromatico è semplice; è il movimento ritmico a dargli carattere.
3. Il turnaround elettrico in Sol: una frase completa
Il terzo esempio è più lungo e articolato. Comincia dalla tonica acuta, stira il Fa fino al Sol con bending e release, scende verso il registro centrale, collega Sib e Si con un hammer-on e costruisce la tensione finale con tre doppie note cromatiche. Il D9 chiude la frase sul quinto grado e prepara il ritorno a G.

Ascolta: turnaround articolato in Sol con la chitarra usata nei nostri corsi
Il bending deve raggiungere esattamente il Sol equivalente al tasto 8 e tornare al Fa senza una seconda pennata. Anche il hammer-on 3h4 sulla terza corda deve produrre il Si con la sola mano sinistra. Queste due articolazioni rendono la prima metà cantabile; le doppie note finali aumentano invece densità e tensione.
Non accelerare nelle doppie note 3–4–5. Devono salire in modo deciso ma regolare, così il D9 appare come una vera destinazione e non come un accordo aggiunto all’ultimo momento.
Tre errori che fanno sembrare il turnaround un esercizio
1. Partire troppo presto
Il turnaround deve occupare uno spazio preciso. Se anticipi l’ingresso, la frase perde il rapporto con le ultime battute del giro. Conta ad alta voce undici e dodici mentre studi, oppure usa una base di dodici battute.
2. Suonare tutte le note allo stesso volume
Scegli un punto culminante. Nel primo esempio può essere il B7; nel secondo l’arrivo su E7; nel terzo il bending. Il resto della frase deve condurre verso quel punto, non competere con esso.
3. Dimenticare ciò che viene dopo
Un turnaround non finisce sull’ultima nota scritta: finisce quando parte il nuovo giro. Allenati sempre aggiungendo almeno il primo accordo o la prima nota del chorus successivo. Solo così sentirai se la tensione è stata risolta davvero.
Come trasportarli nelle altre tonalità
Il secondo e il terzo esempio si spostano facilmente lungo il manico. Individua prima la tonica sulla sesta corda, conserva gli intervalli e porta con te la stessa diteggiatura. Nel primo turnaround le corde vuote fanno parte del carattere: per trasportarlo fedelmente servirebbe un capotasto oppure una versione con forme mobili.
Non limitarti a cambiare tasto. Dopo aver trasportato la frase, pronuncia i gradi che stai usando e identifica il quinto grado sul quale costruisci la tensione. In questo modo il turnaround smette di essere una “figurina” e diventa materiale armonico consapevole.
Una routine di dieci minuti che funziona davvero
- 2 minuti: ascolta e canta il ritmo senza chitarra;
- 3 minuti: suona un solo turnaround a metà velocità;
- 2 minuti: aggiungi le due battute precedenti del blues;
- 2 minuti: eseguilo in tre dinamiche diverse;
- 1 minuto: registra il giro completo e verifica se il ritorno alla prima battuta è convincente.
Per aggiungere variazioni solistiche tra un accordo e l’altro, riprendi anche la lezione su bending e legati nella pentatonica. Se invece vuoi evitare che le frasi restino bloccate in una sola posizione, collega questo lavoro alla guida sui cinque box della pentatonica.
La sfida finale: costruisci il tuo quarto turnaround
Scegli uno dei tre esempi e cambia un solo elemento:
- mantieni le note ma modifica il ritmo;
- conserva il basso e sostituisci gli accordi;
- conserva il bending iniziale ma inventa una diversa salita di doppie note;
- inserisci una pausa dove normalmente suoneresti una nota.
Se il nuovo giro ti fa desiderare di sentire ancora la prima battuta, il turnaround sta facendo il suo lavoro. Non deve stupire per la quantità di note: deve rendere irresistibile il ritorno a casa.
